La mia carriera inizia nel 2010 presso uno studio di design grafico a Firenze. Quello che doveva essere un tirocinio di sei mesi si trasforma in una scoperta — la fascinazione per il legame tra psicologia del colore e percezione dell’identità brand. Non riguarda solo l’estetica. Riguarda come il cervello umano interpreta e reagisce ai colori.
Dopo tre anni a Firenze, mi trasferisco a Milano per approfondire gli studi presso l’Istituto Europeo di Design. Mi laureo in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano, focalizzandomi sulla teoria cromatica e sull’applicazione dei principi di Itten e Goethe al design digitale. La teoria, però, non basta. Inizio a lavorare con veri brand, testando ipotesi, raccogliendo feedback, imparando cosa funziona davvero sul web.
Nel 2015, realizzo il mio primo progetto di ricerca sulla percezione del colore nelle interfacce web. Viene pubblicato su riviste specializzate di design italiano e attrae l’attenzione di agenzie nazionali. Ma sento che manca qualcosa — una metodologia strutturata, uno strumento che unisca psicologia, accessibilità e significato culturale.
La svolta arriva nel 2018. Sviluppo un framework proprietario per l’analisi delle palette cromatiche basato su algoritmi di contrasto WCAG e associazioni culturali regionali italiane. Non è solo teoria. È uno strumento pratico che uso ogni giorno con i clienti. Combinato con una profonda conoscenza di Adobe Color e Coolors, questo approccio mi posiziona come consulente di riferimento per agenzie e brand che desiderano creare esperienze digitali autenticamente italiane.
Oggi lavoro presso Armonia Cromatica s.r.l., dove guido progetti di rebranding e ottimizzazione dell’accessibilità cromatica per oltre 200 clienti annuali. La mia missione? Dimostrare che l’accessibilità cromatica e la bellezza estetica non solo convivono, ma si potenziano reciprocamente. Non è un compromesso. È la strada giusta.